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DELITTO JUVARA: AMMENTI «Aveva GLI OCCHI DELL’OMICIDA»

Massimiliano Ammenti
Massimiliano Ammenti

CASALE – Quando i Carabinieri sono entrati nel suo appartamento di via Visconti a Casale, sul volto di Massimiliano Ammenti, medico 51enne, era ancora presente lo «sguardo dell’assassino». Il volto tirato, gli occhi sbarrati a causa dell’adrenalina che circola ancora violentemente nel sangue. Una sorta di stato di eccitazione, di shock e di apparente tranquillità che cerca di celare il tremendo peso che si sta portando sullo stomaco: aver ucciso un altro essere umano. Anche per questo quando i Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile di Casale, unitamente ai colleghi del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Alessandria lo hanno preso in custodia, hanno avuto la conferma di aver catturato la persona giusta. Un’indagine perfettamente  coordinata dal Pm Roberta Brera (e condotta dai Carabinieri), che in poche ore ha portato all’identità dell’assassino e che è stata illustrata questa mattina al Comando Provinciale dell’Arma, dal Comandante Provinciale il colonnello Enrico Scandone, dal Comandante del Nucleo Operativo del Comando Provinciale, il tenente colonnello Giuseppe Di Fonzo, dal Comandante del Nucleo Investigativo – reparto operativo il maggiore Giacomo Tessore, e dal Comandante di Compagnia di Casale il maggiore Natale Grasso.


Nella foto di copertina da sin: Il Comandante della Compagnia di Casale Magg. Natale Grasso, il Comandante Provinciale Col. Enrico Scandone, il Comandante del Nucleo Operativo del Comando Provinciale Ten. Col. Giuseppe Di Fonzo, il Comandante del Nucleo Investigativo – Rep. Operativo del Comando Provinciale Magg. Giacomo Tessore.


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Monferrato Resort di Cereseto: nulla a che fare con l’indagine della Gdf

CERESETO – In merito alla notizia relativa all’indagine compiuta dalla Guardia di Finanza di Casale che ha scoperto un resort che è risultato evasore totale nel periodo fra il 2001 e il 2016 i responsabili del “Monferrato Resort di Cereseto” con sede alla Cascina Palau, precisano fermamente che la loro struttura è totalmente estranea alla vicenda. “Dall’uscita della notizia sugli organi di stampa non facciamo che ricevere telefonate di clienti preoccupati, di coppie di sposi che chiedono conferme e che vogliono spiegazioni. Ma non siamo noi il resort evasore” rimarcano dalla struttura di Cereseto. Il resort che la Guardia di Finanza di Casale ha scoperto come evasore totale si era sempre affidato a servizi catering esterni, una situazione che nulla a che fare con il Monferrato Resort di Cereseto.

GdF: scoperto un Resort “fantasma”

CASALE – Scoperto dalla Guardia di Finanza di Casale, tra le colline del Monferrato, nella zona collinare del Moncalvese, un lussuoso resort, totalmente sconosciuto al fisco che ha omesso di dichiarare ricavi per quasi un milione di euro.
Denunciato il titolare, un sessantenne di origini del Varesotto.
Un’importante operazione condotta dagli uomini del capitano Francesca Ferruggia, comandande della Compagnia di Casale, che è proseguita dal maggio dello scorso anno fino allo scorso febbraio, e che ora si è conclusa con la segnalazione all’Agenzia delle Entrate e con una doppia denuncia.
Nel mirino della Guardia di Finanza una struttura ricettiva destinata allo svolgimento di eventi, per lo più feste di matrimonio nel periodo estivo, ben pubblicizzata su internet, ma che è risultata completamente sconosciuta al Fisco.
Si tratta di un lussuoso resort, con piscina e camere da letto molto confortevoli, gestito da un italiano che fra l’atro aveva anche sei dipendenti, tutti completamente in nero. Nel corso delle indagini i finanzieri hanno appurato che nel periodo dal 2011 al 2016 il raffinato resort (oltre 4 ettari di terreno e una struttura di 350 metri quadrati) era stato utilizzato principalmente come location per matrimoni, il tutto senza alcun rispetto degli adempimenti previsti dalla normativa fiscale. Gli uomini delle fiamme gialle hanno anche appurato che seppur sprovvisto delle autorizzazioni amministrative necessarie per la somministrazione di alimenti e bevande, veniva utilizzato come “B&B” per i clienti che organizzavano eventi presso la loro sede.
I servizi di catering e addobbo floreale, esterni, erano tutti in regola, mentre non c’era fatturazione per quanto rigurdava l’affitto della location. I finanzieri poco alla volta hanno ricostruito la posizione fiscale del titolare della struttura e sono emersi ricavi non dichiarati per oltre 930 mila euro ed oltre 110 mila euro di iva dovuta e non versata.
Effettuato anche un blitz all’interno della struttura. Sabato sera appostamento in zona, mentre all’interno del resort era in corso la cena di un matrimonio, e domenica mattina controllo dei finanzieri mentre gli sposini, che avevano pernottato nel resort, erano in partenza per il viaggio di nozze.
Vagliata anche la posizione di sei persone assunte in nero con segnalazione alla direzione provinciale del lavoro. Tutti gli atti sono stati trasmessi alla Agenzia delle Entrate per il recupero di tributi evasi e per l’irrogazione delle sanzioni, mentre il proprietario dell’immobile è stato denunciato per le violazioni fiscali e l’omessa identificazione di persone alloggiate.