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Il Vescovo Catella al termine del mandato

31-03-2011 il vescovo alceste catella in duomo

Nella riunione del Consiglio Presbiterale del 23 marzo il nostro Vescovo ha confidato ai sacerdoti i sentimenti che prova all’avvicinarsi del termine del suo mandato nella nostra diocesi. Infatti il prossimo 5 maggio al compimento del 75° anno di età avranno effetto le sue dimissioni presentate al Santo Padre lo scorso 5 maggio 2016 “hunc pro tunc” (ora per allora), date con largo anticipo per consentire la scelta del successore in tempi che Mons. Catella ritiene brevi.
Nominato Vescovo quando era Vicario Generale di Biella e succeduto a Mons. Zaccheo morto improvvisamente a Fatima il 20 novembre 2007, mons. Catella dovette affrontare una delicata e pesante situazione finanziaria della diocesi e del Seminario, ora messa sotto controllo con attenta e continua opera di sobrietà, per primo da lui stesso effettuata.
Il Vescovo ha ricordato come nel 2010 al posto dei nove vicariati foranei istituì 14 Unità Pastorali, poi accorpate in 12, che hanno lo scopo di avere maggior interazione tra tutti i battezzati, sacerdoti, religiosi e laici per lo sviluppo della vita cristiana in tutte le comunità parrocchiali.
Ha annunciato che a conclusione del suo mandato avrà la gioia di conferire l’ordine sacerdotale al diacono Francesco Garis la sera del 6 maggio p.v. e ha comunicato che quando sarà nominato il suo successore tornerà ad abitare a Biella nel Seminario.
Ha infine espresso la gioia di aver incontrato tante persone buone e di fede, la collaborazione dei sacerdoti e delle autorità civili e si è detto certo che il Papa sceglierà il Vescovo più adatto per la diocesi di Casale, che lui porterà sempre nel cuore.
p.b.

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Una “Vita” sempre più al passo coi tempi

E’ in fase di attuazione l’importante fase di modernizzazione delle strutture tecnologiche della nostra redazione che cura “La Vita Casalese” e “La Grande Famiglia”.
Si completa l’integrazione e il potenziamento dei computer, che passano tutti al sistema Mac, con un ampliamento di potenza del server centrale e degli archivi e un rafforzamento delle difese contro le minacce più subdole dei virus.
Intanto tutto è pronto per la “digitalizzazione”, cioè del passaggio dalla realizzazione cartacea al disco informatico utilizzabile sul proprio computer, di tutte le nostre annate: per ora dal 1922. Tutto è nelle mani della Regione, già da molto tempo.
Prosegue anche la preparazione ad una adeguata presenza delle nostre testate in edizione informatica, per valorizzare le edizioni nelle consuete forme cartacee o informatiche agli abbonati.
L’importanza della comunicazione è fondamentale nella società globalizzata e anche la presenza in rete offre una maggiore visibilità ai nostri lettori, fidelizzati od occasionali.
Ringraziamo lettori, abbonati, inserzionisti e collaboratori  per l’apprezzamento ai nostri giornali e rammentiamo ai ritardatari il rinnovo dell’abbonamento, che ci garantisce la libertà e il futuro.
Proprio 35 anni fa, il 4 marzo 1982 firmavo come direttore il primo numero de “La Vita Casalese” e tra qualche mese supererò come durata di impegno il record del mio predecessore don Evasio Miglietta.
E’ stato un periodo per me straordinario, che mi ha posto in un osservatorio privilegiato nella Chiesa, nella diocesi, nella società e con la gente, con la fiducia dei tre Vescovi che si sono succeduti: mons. Cavalla che mi chiamò e poi mons. Zaccheo e mons. Catella.
A tutti ancora: buona lettura!
d. paolo busto

La non violenza: stile di una politica per la pace

La violenza e la pace sono all’origine di due opposti modi di costruire la società. Il moltiplicarsi di focolai di violenza genera gravissime e negative conseguenze sociali: il Santo Padre coglie questa situazione nell’espressione “terza guerra mondiale a pezzi”. La pace, al contrario, ha conseguenze sociali positive e consente di realizzare un vero progresso; dobbiamo, pertanto, muoverci negli spazi del possibile negoziando strade di pace, anche là dove tali strade appaiono tortuose e persino impraticabili. In questo modo, la non violenza potrà assumere un significato più ampio e nuovo: non solo aspirazione, afflato, rifiuto morale della violenza, delle barriere, degli impulsi distruttivi, ma anche metodo politico realistico, aperto alla speranza. Si tratta di un metodo politico fondato sul primato del diritto. Se il diritto e l’uguale dignità di ogni essere umano sono salvaguardati senza discriminazioni e distinzioni, di conseguenza la non violenza intesa come metodo politico può costituire una via realistica per superare i conflitti armati. In questa prospettiva, è importante che si riconosca sempre più non il diritto della forza, ma la forza del diritto. Con questo Messaggio, Papa Francesco intende indicare un passo ulteriore, un cammino di speranza adatto alle presenti circostanze storiche: ottenere la risoluzione delle controversie attraverso il negoziato, evitando che esse degenerino in conflitto armato. Dietro questa prospettiva c’è anche il rispetto per la cultura e l’identità dei popoli, dunque il superamento dell’idea secondo la quale una parte sia moralmente superiore a un’altra. Nello stesso tempo, però, questo non significa che una nazione possa essere indifferente alle tragedie di un’altra. Significa, invece, riconoscere il primato della diplomazia sul fragore delle armi. Il traffico mondiale delle armi è così vasto da essere in genere sottostimato. È il traffico illegale delle armi a sostenere non pochi confflitti nel mondo. La non violenza come stile politico può e deve fare molto per arginare questo flagello.