Archivi categoria: Editoriale

Una “Vita” sempre più al passo coi tempi

E’ in fase di attuazione l’importante fase di modernizzazione delle strutture tecnologiche della nostra redazione che cura “La Vita Casalese” e “La Grande Famiglia”.
Si completa l’integrazione e il potenziamento dei computer, che passano tutti al sistema Mac, con un ampliamento di potenza del server centrale e degli archivi e un rafforzamento delle difese contro le minacce più subdole dei virus.
Intanto tutto è pronto per la “digitalizzazione”, cioè del passaggio dalla realizzazione cartacea al disco informatico utilizzabile sul proprio computer, di tutte le nostre annate: per ora dal 1922. Tutto è nelle mani della Regione, già da molto tempo.
Prosegue anche la preparazione ad una adeguata presenza delle nostre testate in edizione informatica, per valorizzare le edizioni nelle consuete forme cartacee o informatiche agli abbonati.
L’importanza della comunicazione è fondamentale nella società globalizzata e anche la presenza in rete offre una maggiore visibilità ai nostri lettori, fidelizzati od occasionali.
Ringraziamo lettori, abbonati, inserzionisti e collaboratori  per l’apprezzamento ai nostri giornali e rammentiamo ai ritardatari il rinnovo dell’abbonamento, che ci garantisce la libertà e il futuro.
Proprio 35 anni fa, il 4 marzo 1982 firmavo come direttore il primo numero de “La Vita Casalese” e tra qualche mese supererò come durata di impegno il record del mio predecessore don Evasio Miglietta.
E’ stato un periodo per me straordinario, che mi ha posto in un osservatorio privilegiato nella Chiesa, nella diocesi, nella società e con la gente, con la fiducia dei tre Vescovi che si sono succeduti: mons. Cavalla che mi chiamò e poi mons. Zaccheo e mons. Catella.
A tutti ancora: buona lettura!
d. paolo busto

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La non violenza: stile di una politica per la pace

La violenza e la pace sono all’origine di due opposti modi di costruire la società. Il moltiplicarsi di focolai di violenza genera gravissime e negative conseguenze sociali: il Santo Padre coglie questa situazione nell’espressione “terza guerra mondiale a pezzi”. La pace, al contrario, ha conseguenze sociali positive e consente di realizzare un vero progresso; dobbiamo, pertanto, muoverci negli spazi del possibile negoziando strade di pace, anche là dove tali strade appaiono tortuose e persino impraticabili. In questo modo, la non violenza potrà assumere un significato più ampio e nuovo: non solo aspirazione, afflato, rifiuto morale della violenza, delle barriere, degli impulsi distruttivi, ma anche metodo politico realistico, aperto alla speranza. Si tratta di un metodo politico fondato sul primato del diritto. Se il diritto e l’uguale dignità di ogni essere umano sono salvaguardati senza discriminazioni e distinzioni, di conseguenza la non violenza intesa come metodo politico può costituire una via realistica per superare i conflitti armati. In questa prospettiva, è importante che si riconosca sempre più non il diritto della forza, ma la forza del diritto. Con questo Messaggio, Papa Francesco intende indicare un passo ulteriore, un cammino di speranza adatto alle presenti circostanze storiche: ottenere la risoluzione delle controversie attraverso il negoziato, evitando che esse degenerino in conflitto armato. Dietro questa prospettiva c’è anche il rispetto per la cultura e l’identità dei popoli, dunque il superamento dell’idea secondo la quale una parte sia moralmente superiore a un’altra. Nello stesso tempo, però, questo non significa che una nazione possa essere indifferente alle tragedie di un’altra. Significa, invece, riconoscere il primato della diplomazia sul fragore delle armi. Il traffico mondiale delle armi è così vasto da essere in genere sottostimato. È il traffico illegale delle armi a sostenere non pochi confflitti nel mondo. La non violenza come stile politico può e deve fare molto per arginare questo flagello.

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Grazie, amici, e buona lettura.

d. paolo busto