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Riattivare la Casale-Asti: progetto fattibile?

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Crisi Mondial: coinvolta anche la Regione

CASALE – Si è svolto lunedì 9 gennaio, nella Sala Consiliare del Comune di Casale Monferrato il tavolo tecnico convocato dal Sindaco Titti Palazzetti per cercare una soluzione alla crisi della “Mondial” di Mirabello Monferrato. All’incontro hanno partecipato oltre al primo cittadino anche il vice sindaco con delega al lavoro Angelo Di Cosmo e il consigliere comunale Matteo Vargiolu, il presidente della Provincia di Alessandria Rita Rossa con il vice presidente Angelo Muzio e il consigliere provinciale Giuseppe Iurato, l’onorevole Cristina Bargero, i rappresentanti del Comune di Mirabello Monferrato, dei sindacati e almeno un centinaio di lavoratori dello stabilimento. Per la Mondial è stato partecipe Giuseppe Goffi, consulente incaricato dal mese di ottobre di seguire la crisi aziendale. Il 13 gennaio scade la cassa integrazione per i dipendenti dell’impianto e per il futuro permangono molte incognite. La soluzione prospettata, quella di una nuova società dal nome “Mondial Refrigeration”, che dovrebbe far capo a una quindicina di lavoratori, pare la più realistica, anche se di difficile realizzazione. «La situazione è particolarmente complessa – ha spiegato il sindaco Titti Palazzetti – le amministrazioni locali si impegneranno al massimo per mantenere l’azienda sul territorio cercando una soluzione che eviti la delocalizzazione e il fallimento. I sindacati hanno presentato una proposta che sembra l’unica possibile e che prevede l’affitto di un ramo d’azienda da parte di una nuova società formata da alcuni dipendenti. In questo modo si riuscirebbero a soddisfare le commesse ricevute fatturando dai 16 ai 18 milioni di euro e impiegando dagli 80 ai 110 dipendenti sui 220 complessivi. Gli esclusi dovrebbero firmare una rinuncia a qualsiasi rivalsa per usufruire di 9 mesi di proroga della cassa integrazione ma non tutti sono disponibili a farlo. Di fronte al rifiuto di molti a firmare, la proprietà ha avviato le procedure di licenziamento, un iter di 90 giorni». «Con l’avvio della procedura per l’esubero di personale si dovrà trovare entro tre mesi un’intesa. Si deve formulare una richiesta forte nella quale deve necessariamente partecipare la proprietà. Un qualsiasi progetto non dovrà far venir meno la permanenza dello stabilimento produttivo a Mirabello» ha continuato il vice presidente provinciale Angelo Muzio. Nell’incontro il presidente della Provincia Rita Rossa, su invito del sindaco Palazzetti, ha annunciato la disponibilità degli Assessori Regionali al lavoro Gianna Pentenero e alle attività produttive Giuseppina Desantis a fissare nei prossimi giorni un incontro, auspicando la partecipazione dell’amministratore delegato di Mondial Franco Monico, «fondamentale per la stipula di un patto credibile».

Mondial Group: licenziamentI per 120 dipendenti

CASALE – Ancora posti di lavoro che saltano. L’anno scorso avevano accettato un trasferimento nei pressi di Verona pur di mantenere il posto di lavoro. Sono 35 dipendenti (su 115) della ex Bistefani di Villanova,  che, alla chiusura dello stabilimento sono passati nella sede centrale del gruppo Bauli. Ma in Veneto hanno resistito solo in 13, gli altri 22 dopo pochi mesi sono rientrati in Monferrato. Rinunciando al lavoro. Intanto sulla crisi aziendale della Mondial Group, la fabbrica di Mirabello che produce vetrine refrigeranti e frigoriferi industriali, scendono in campo anche le forze politiche del territorio nel tentativo di arginare una situazione occupazionale sempre più drammatica. L’azienda, dopo l’annuncio di circa 110 esuberi, ha inviato lettere di licenziamento per 120 dipendenti su 220 lavoratori, attivando anche contatti telefonici, individuali, con i dipendenti per conoscere il personale orientamento sulle proposte pervenute. Sulla situazione difficile che stanno vivendo i lavoratori Mondial, “è tempo che dalle parole si passi immediatamente ai fatti – sostiene Federico Riboldi – impensabile un caso Bauli bis dove nel silenzio della Regione e del Ministero dello Sviluppo Economico è stata smantellata un’eccellenza industriale del territorio”.  E richiama ad un intervento immediato del Ministero e della Regione per scongiurare il rischio o trovare nuova occupazione per maestranze che hanno una formazione specifica invidiabile.
La Provincia e il Comune – è l’appello di Riboldi – si attivino immediatamente per mettere in relazione la richiesta con l’offerta”.
Intanto il consigliere PD, Matteo Vargiolu, ha inoltrato alla Presidenza del Consiglio comunale una mozione “per sostenere e dare ancora più forza sia ai lavoratori, sia alla collettività che con la crisi di questa azienda rischia molto. Spero con questa mozione si possa avere una seria e approfondita discussione in Consiglio Comunale ribadendo che quando si parla dei destini delle famiglie del nostro territorio non debbano esistere faziosità politiche ma anzi è essenziale trovare una linea comune tra tutte le forze politiche”.
La risposta dell’Amministrazione comunale è arrivata con la convocazione, a palazzo San Giorgio lunedì 9 gennaio alle ore 10, di un tavolo di lavoro a cui sono invitati con le organizzazioni sindacali e le maestranze, proprietà, Confindustria, parlamentari locali, “al fine di valutare – ha sollecitato il vice sindaco Angelo Di Cosmo – tutte le iniziative possibili a tutela e garanzia dell’occupazione”.