05-02-2009 viale cavalli d'olivola a casale clinica sant'anna casa di cura

Clinica S. Anna: quale futuro?

CASALE – La Regione tira dritto, anche di fronte al popolo delle 7500 firme. Anche di fronte ai lavoratori della Clinica Sant’Anna che, giovedì scorso, hanno manifestato davanti al nosocomio privato. Ad oltre un anno dalla decisione della Giunta regionale Sergio Chiamparino (Pd), il programma di riconversione della clinica casalese non si è interrotto. La notizia che ogni tipo di provvedimento sarebbe stato prorogato di sei mesi, aveva fatto ben sperare e invece, sei mesi dopo, gli impiegati ed i sanitari sono stati costretti a scendere in strada.
La decisione della proprietà di chiudere i reparti d’interventistica e di diagnostica, e di riconvertire l’istituto in una clinica psichiatrica, era nata a seguito della decisione della Regione di tagliare i fondi alla strutture private per favorire (in teoria) quelle pubbliche. Un anno e mezzo fa, si disse che i soldi risparmiati sarebbero serviti a salvare il Santo Spirito. Un anno e mezzo fa, promisero che i posti di lavoro sarebbero stati salvaguardati. Un anno e mezzo dopo il Santo Spirito continua ad essere oggetto di tagli e depotenziamenti, la Clinica corre inesorabilmente verso la riconversione e la proprietà dell’istituto privato ha annunciato tagli e licenziamenti. Un anno e mezzo dopo Casale si trova ad avere servizi in meno, e disoccupati in più. Esattamente tutto il contrario di quanto era stato promesso. Una degenerazione che sta avvenendo sotto gli occhi di tutti, con il silenzio dell’Amministrazione Comunale e del Sindaco Palazzetti che sembrerebbe incapace di influire sulle decisioni della Regione. Una condotta che le fu contestata non solo dall’opposizione, ma anche dai compagni della stessa area politica. Primo a criticare il Primo cittadino fu l’ex presidente della Provincia Paolo Filippi, alle quali seguì il biasimo della parlamentare casalese, in quota Pd, Cristina Bargero. Fu quest’ultima a stimolare maggiormente Palazzetti che, dopo mesi di tentennamenti, cambiò linea e ammise lo stato di emergenza che interessava l’Ospedale Santo Spirito.
Dario Calemme

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