Duomo

La diocesi ai raggi X

CASALE – Aprendo il nuovo Anno 2017, al fine della redazione di una dettagliata statistica al 31.12.2016 da inviare alla Segreteria di Stato Vaticana ed attraverso la pubblicazione in questi giorni del nuovo Annuario diocesano, si è potuta acquisire da fonti certe, da parte della Cancelleria della Curia Vescovile, una maggiore consapevolezza sulla situazione delle persone e del territorio della Diocesi di Casale.
Tale Chiesa particolare interessa una superficie del territorio di 970 km² con una popolazione totale residente di circa 100.000 abitanti. Questi, dal luglio 2010, vengono ripartiti in 12 Unità pastorali, ognuna con diversa popolazione secondo uno studiato e definito piano territoriale pastorale viciniore (UP Sant’Evasio: 17.572 abitanti, UP I Quattro Evangelisti: 12.326, UP Beato Giovanni Paolo II: 7.686, UP Madonna dell’argine-San Giovanni Bosco: 10.455, UP SS.mo Salvatore: 7.780, UP Santa Lucia: 5.930, UP Beato Pier Giorgio Frassati: 6.649, UP Sant’Agata-San Gottardo: 7.876, UP Madonna di Crea: 5.939, UP Santa Gianna Beretta Molla: 5.406, UP San Candido: 5.454, UP Santa Fede: 6.623), dove emerge che l’Unità pastorale più popolata (escluse evidentemente le due della città di Casale) è quella denominata “Madonna dell’Argine-S. Giovanni Bosco”, mentre le meno popolate risultano essere quelle fuse insieme riferite ai paesi della Val Cerrina; la Parrocchia più popolata di tutta la Diocesi resta il Sacro Cuore di Gesù (Valentino), mentre le più piccole sono Montaldo e Villamiroglio.
Segue dalla prima
La maggior parte della popolazione dell’intera Diocesi si trova non nella città di Casale Monferrato, bensì nei paesi e per di più di collina, difatti circa 52.000 persone, più della metà degli abitanti della Diocesi, sono residenti nei paesi in collina, che coprono parte della Provincia di Alessandria, parte delle Province di Asti e di Torino.
Vi sono 63 Sacerdoti secolari incardinati nella Diocesi di Casale, di cui 56 sono presenti in Diocesi ed altri 7 al di fuori con incarichi in Italia o all’estero (come i nostri missionari), ma dei 56 di riferimento, 3 hanno 90 o più anni, 14 hanno superato gli ottant’anni, 7 sono di età superiore ai 70 anni, 9 inclusi tra i 60 ed i 70 anni, 9 tra i 50 ed i 60, 10 tra i 40 ed i 50 e 4 al di sotto dei 40 anni.
Le Parrocchie presenti nel territorio della Diocesi sono 115 delle quali 111 rette dal Clero diocesano e 4 dai Salesiani. Di queste 115 Parrocchie, 81 sono rette da un Parroco, anche se spesso non residente in quanto Parroco di più parrocchie, 34 invece sono rette da un Amministratore parrocchiale (simile al Parroco con stessi diritti e doveri, ma con meno stabilità).
Purtroppo, solo 42 Parrocchie hanno il Sacerdote ivi residente, mentre le restanti sono gestite rispettivamente da Sacerdoti non residenti, Parroci ed Amministratori parrocchiali, anche non italiani, ed alcune con la collaborazione di Diaconi permanenti e Assistenti pastorali.
Ben 23 Parrocchie sono rette da otto sacerdoti provenienti da altri Stati, alcuni di missione, incardinati quasi tutti nelle loro Diocesi ma operanti attivamente in Italia con Convenzione regolare per il servizio di cooperazione missionaria fra le chiese, anche se alcuni non essendo cittadini italiani, la legale rappresentanza dell’ente Parrocchia è stata affidata a sacerdoti italiani, incardinati a Casale. Attualmente due sacerdoti fra questi, sono stati incardinati fra il Clero casalese: il togolese don Benjamin Kpodzro e l’haitiano don Claudy’s Larose. Pochi mesi fa per il termine della Convenzione sono rientrati in Togo don Georges Akotia e don Laurent Adadzi che sono stati subito rimpiazzati dai confratelli togolesi don John Ahlina-Atama e don Bruno Kplomedo. E’ pure giunto dal Kosovo don Martin Jetishi. Tutti e tre sono stati nominati Vice Parroci e di conseguenza le Parrocchie che all’oggi vantano il Vice Parroco sono il Duomo, il S. Cuore di Gesù, Porta Milano, Cavagnolo, Fubine.
E’ presente sul territorio una realtà di Clero Regolare, che resta un importante riferimento, individuata in 13 Sacerdoti Religiosi di 2 Congregazioni (Salesiani, Francescani) fra le quali 3 Comunità religiose (i Salesiani a Casale-Valentino e a Borgo S. Martino, i Francescani Minori in via Leardi) oltre a 13 Diaconi permanenti e a 5 Congregazioni di Religiose (Suore), fra le quali 6 comunità che offrono una preziosa presenza e collaborazione in diversi ambiti, con la presenza di circa 60 suore anche se molte a riposo a causa dell’età avanzata, come  pure la presenza delle Suore dell’Istituto diocesano “Nostra Signora di Lourdes” (Mazzone) e le Monache carmelitane del Monastero Mater Unitatis di Albarengo di Montiglio, oltre ai Silenziosi Operai della Croce che gestiscono la Casa di riposo del Clero Nostra Signora di Crea (Cascina Serniola).
Sono inseriti nell’attività pastorale altresì 19 Assistenti pastorali (di cui sei uomini), che svolgono la mansione secondo il mandato del Vescovo, ma anche in aiuto al singolo Parroco per una o più Parrocchie o anche per un determinato settore della Pastorale.
E’ fuori dubbio che emergono dati di invecchiamento preoccupante dell’età media del clero, gli ultimi due anni registrano nessuna ordinazione sacerdotale (anche se fortunatamente è stato ordinato diacono don Francesco Garis e diacono permanente Maurizio Boltri), l’anno passato registra tre decessi (don Luigi Ardito, don Sergio Cabria, don Giovanni Rollino).
In tutto il territorio diocesano con difficoltà di orari e spostamenti si cerca di garantire le celebrazioni fondamentali con una certa continuità in tutte e singole le Parrocchie, profittando degli orari del sabato pomeriggio e dell’intera domenica.
Nei paesi più modesti sono scomparsi molti edifici scolastici, postali ed altri ancora, mentre le Chiese parrocchiali continuano ad operare (anche se non tutti i giorni, che tra l’altro in alcuni paesi sarebbe persino superfluo) e a mantenere il legame con la popolazione non ultimo un segno di incontro-dialogo fra le persone. Alcune Chiese sono in ottime condizioni strutturali per il tenace interessamento dei loro pastori e dei loro fedeli, legati alla tradizione ed alla loro amata Parrocchia, o al loro Santuario come la Madonna di Crea, la Madonna del Pozzo e altri ancora, altre invece necessitano di interventi manutentivi.

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