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Le nocciole di Lu e la «Novi»

LU – Chi almeno una volta, anche solo di passaggio, uscendo da Lu ha percorso le strade del Monferrato, avrà certamente subito l’incanto del rigore e della perfetta geometria della coltivazione della Nocciola! La tradizione della coltivazione della nocciola a Lu è antica, già se ne parlava nel 1594 per un caso di furto di nocciole (“La signora Catterina Maymona mediante il suo giuramento accusa Valerio Di Veggij per haver tolto et esportato via dalle sue nizzole a Criarba un seno et una gaioffa et una forcha di nizzole”). Il nocciolo, Corylus avellana L., è un’antichissima pianta che vive e fruttifica allo stato selvatico in tutta Europa, in particolare sulle colline e sulle pendici dei monti. E’ stata utilizzata dall’uomo già alla fine del periodo glaciale, quindi molto prima dell’olivo e della vite. La nocciola può essere consumata fresca appena raccolto il frutto, usata in inverno come frutta secca o torrefatta, oppure trasformata a livello industriale.
Lu, con le sue dolci colline e il clima che lo caratterizza, rappresenta un territorio ideale per questo tipo di coltivazione. Da questo connubio di risorse e di idee, oggi si può definire una realtà in costante crescita nel territorio della provincia di Alessandria.
La nocciola, ricavata dalle coltivazioni monferrine, viene poi trasferita all’azienda per essere trasformata nei prodotti principali ad essa legati (nocciole tostate, pasta di nocciola, crema spalmabile, ecc.).
E intanto i coricoltori luesi, molti dei quali raccolti nella Corilu (Società Cooperativa Agricola Corilicoltori Luesi), gongolano per aver finalmente visti riconosciuti il loro lavoro e la loro fatica.
L’importanza e la qualità delle nocciole è tale da richiamare aziende alimentari nazionali che vengono a comprare il prodotto nocciola di qualità.
Intanto qui i noccioleti si allargano, occupano il posto che un tempo era dei campi di seminativi o di vecchie vigne non più produttive. La nocciola è una pianta, con le potature incluse, che può durare fino a 90 anni e richiede meno lavoro rispetto alla coltivazione della vite. Così la provincia di Alessandria, grazie al Monferrato, all’Ovadese e alla Val Cerrina, sale sul terzo gradino del podio in quanto a produzione: primo posto a Cuneo con 7 mila ettari, secondo ad Asti con 5 mila e poi, appunto, Alessandria con 3 mila.
E qualche giorno fa, il nuovo spot pubblicitario della Crema Novi e del Nocciolato, utilizza immagini di Lu e del suo territorio per reclamizzare un prodotto conosciuto e apprezzato in Italia e all’estero.
Elia Ranzato

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