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04/03/2010
 

RAID NOTTURNO NEL CENTRO STORICO

Due tentativi falliti e un furto con scasso vicino al Duomo

 

CASALE
- Due tentativi andati a buca e un furto riuscito: questo il bilancio del raid messo a segno dai soliti ignoti nella notte fra sabato e domenica in pieno centro storico, nelle vicinanze del Duomo. I malviventi, utilizzando un piede di porco hanno cercato di entrare da Habitat Ufficio, in via Paleologi e in un negozio di scarpe, in via Volpi, ma non sono riusciti nel loro intento. E’ invece riuscito il furto nella tabaccheria di Filippo Verri, al civico 4 di via Liutprando, a lato della Cattedrale. I ladri passando dal retro si sono introdotti nel negozio e hanno dato vita ad un proprio e vero saccheggio facendo man bassa delle stecche di sigarette che si trovavano in due armadi, senza risparmiare i pacchetti sciolti già posizionati sugli scaffali. Quindi si sono impossessati di numerose schede telefoniche e di alcuni biglietti del gioco “Gratta & Vinci”. Prima di andarsene i ladri hanno anche scassinato il videogioco rubando centinaia di euro in monete. “Speriamo che non succeda come mesi fa che la nostra zona venne presa di mira da una banda con numerose spaccate e furti” dice preoccupato uno dei commercianti della zona. In effetti in via Volpi vennero messe a segno diverse spaccate con furti (ben tre i furti ai danni della ricevitoria Lucky Luciano), poi furti in un negozio di scarpe e in uno per l’arredo della casa. Dopo una accurata indagine la Polizia riuscì a scoprire i colpevoli: si trattava di una banda di giovanissimi extracomunitari che aveva la base in pieno centro e agiva con la tecnica del mordi e fuggi.



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04/03/2010
 

ETERNIT: IL PROCESSO S’INFIAMMA

Sono state ammesse fra le parti civili anche Inps e Inail

 

TORINO - Quasi tutte ammesse le parti civili: ammalati, parenti, Comuni di Casale e dintorni, ASL, sindacati, associazioni dei Familiari del le vittime e degli esposti all’amianto, e perfino WWF, Legambiente e Medicina Democratica. Ed anche, fatto di grande importanza, Inps ed Inail. Sono stati esclusi Codacons ed alcune associazioni che operano in territori che nulla hanno a che vedere con l’ex Eternit. Esclusa anche l’associazione casalese Oltre il mesotelioma intitolata a Giovanni Numico e l’Associazione mutilati ed invalidi del lavoro. Ammessi anche gli ex lavoratori che nel 1993 avevano sottoscritto una transazione in cui rinunciavano a future rivalse e coloro che hanno chiesto risarcimento del danno esistenziale causato dallo stress legato alla esposizione all’amianto. Resta aperta la questione dei cosiddetti periodo svizzero e/o belga. Sarà chiarita caso per caso nel corso del dibattito processuale individuando le cause del danno ed il momento in cui è stato subito da questo o quel cittadino. La lettura dell’ordinanza è andata ben oltre le due ore. Soddisfatte le parti lese che hanno visto accolte quasi tutte le loro richieste. Anche se nessuno canta vittoria perché le questioni più difficili saranno poste durante il dibattimento. Sul fronte dei responsabili civili (imputati) il tribunale ha deciso di escludere solo la presidenza del Consiglio dei ministri e l’Unione Europea in quanto non è stata ritenuta valida l’argomentazione delle parti offese che le hanno chiamate in causa, di aver omesso di adottare una legislazione atta a garantire e tutelare lavoratori e cittadini. Restano sul banco degli accusati lo svizzero Stephan Schmidheiny e il barone belga Jean Louis Marie Ghislain De Cartier De Marchienne, imputati dalla Procura di Torino per disastro colposo continuato e inosservanza delle misure di sicurezza sui luoghi di lavoro. Per quanto riguarda le società svizzere che gravitano intorno a Schmidheiny con sede nel cantone di Glarona (Eternit Schweiz AG, Amindus Holding AG, Bacon AG, Anova Holding AG, Ametex AG) e Etex Group, che fa capo al barone belga De Cartier, il Tribunale ha deciso per ora di non pronunciarsi in quanto solo dal dibattimento emergerà la fondatezza o meno delle richieste. Non c’è dubbio che la difesa nelle prossime sedute aprirà un intenso fuoco di sbarramento. Tra gli argomenti più pericolosi, quello della competenza territoriale (che potrebbe trasferire il processo da Torino a Genova) e quello della completezza della documentazione depositata agli atti. Se anche una sola delle obiezioni fosse accolta il processo dovrebbe ricominciare da capo. “Nonostante le eccezioni dei difensori degli imputati - dichiara  l’avv. Roberto Nosenzo - sono state accolte tutte le nostre istanze e richieste relative alle costituzioni di parti civili effettuate. E’ stata riconosciuta la legittimazione a costituirsi parte civile di tutte le persone da noi patrocinate: gli ex lavoratori Eternit e i cittadini di Casale e dei Comuni limitrofi danneggiati dai reati perchè affetti da patologie riconducibili alla lavorazione dell’amianto, gli eredi di lavoratori e di cittadini deceduti a causa di tali patologie, i familiari delle persone ammalate o decedute che chiedono un risarcimento per i danni non patrimoniali relativi alle loro dirette sofferenze per la malattia del loro congiunto, le persone non ammalate che però per il solo fatto di aver lavorato nello stabilimento Eternit di aver vissuto e di vivere a Casale, o nei Comuni limitrofi, hanno il terrore di contrarre una patologia ascrivibile all’amianto. E’ il riconoscimento del diritto di chi ha sofferto e soffre di essere presente nel processo e di far sentire la propria voce. E’ stata inoltre riconosciuta la piena legittimazione a costituirsi parte civile, quale sindacato territoriale dotato di sua autonomia rispetto al sindacato regionale e nazionale, della Cisl di Alessandria, che richiede il risarcimento dei danni (all’immagine, per perdita di prestigio e credibilità) per essere stata lesa nella sua attività di tutela e promozione delle condizioni di lavoro e di vita e della personalità della collettività dei lavoratori, nell’attività di controllo e applicazione delle norme in materia di sicurezza e tutela della salute”. Molto importante secondo Nosenzo è anche l’ammissione tra le parti lese di coloro che firmarono la transazione con il Fallimento Eternit nel 1993. “La transazione di allora – spiega – aveva come presupposto ed oggetto reati colposi (omicidio e lesioni colpose), cioè dovuti a negligenza e imperizia, mentre nel processo di oggi si contestano agli imputati dei reati dolosi e permanenti quale il disastro”. E adesso quali sviluppi ci saranno?

“Il processo deve ancora entrare nel merito. Ci sono altre questioni preliminari da parte dei difensori degli imputati, che eccepiscono alcune nullità di atti e l’incompetenza territoriale del Tribunale di Torino. Se, come auspichiamo, si supereranno anche queste eccezioni potrà essere finalmente aperto il dibattimento e le parti potranno avanzare le loro richieste di prove, come acquisizioni di documenti, testimonianze, consulenze tecniche e mediche. Siamo comunque pronti a continuare la battaglia legale che da tempo ci vede impegnati, con il capillare lavoro sul territorio che la Cisl, con il suo segretario provinciale Alessio Ferraris e con la costante opera di Luciano Bortolotto e Luigi Ferraris, ha svolto e continua a svolgere”.


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by Alex Di Gregorio




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