Parigi e il 13 novembre

PARIGI SOTTO ATTACCO: La testimonianza di una casalese

CASALE – Attualmente il bilancio è di 127 morti, ma sono oltre 200 i feriti, di cui un’ottantina versano in grave condizioni. L’attacco più grave sul territorio francese nel dopoguerra. Ed eccezionali sono state anche le misure adottate dall’Eliseo che ha innalzato al livello Alfa – Rouge Allarm (che prevede la chiusura delle frontiere), l’allarme sulla sicurezza interna: non era mai accaduto negli ultimi 70 anni. Ad ora non sono stati registrati cittadini italiani tra i morti e i feriti gravi. La Farnesina, che nel suo ultimo comunicato ha chiesto ai connazionali di attenersi alle indicazioni delle Autorità locali e ad evitare ogni spostamento, riferisce di soltanto due italiani tra i feriti lievi. Segnalato anche, ma la notizia è da confermare, la possibilità che ci sia una ricercatrice universitaria italiana presso la Sorbone, nell’elenco dei dispersi.

11219359_10208044335851685_7671088989067031058_n
Serena Corsetto con l’amica Marta Muggiani davanti al famoso Mulin Rouge

E in queste ore di terrore a Parigi c’è anche la casalese Serena Crosetto, da mercoledì scorso nella capitale francese con l’amica Marta Muggiani per trascorrere una settimana di vacanza. “Siamo arrivate mercoledì e ieri sera, quando sono iniziati gli attacchi, ci trovavamo a vedere la partita di basket di serie A francese tra Paris Levallois e l’Elan Chalon, allo stadio Pierre de Coubertin. – ha detto questa mattina Serena – Non ci siamo accorte di nulla perché fortunatamente ci trovavamo dall’altra parte della città. Una mia amica che abita negli Usa è stata la prima a contattarmi. Mi ha chiesto se andasse tutto bene a Parigi, e considerato che l’avevo sentita il giorno prima, ho subito capito che fosse accaduto qualcosa. Ho guardato su internet e ho visto quanto stava accadendo. Un mio amico quindi ci ha riaccompagnato in centro, nel nostro appartamento, utilizzando la Tangenziale sud, e quindi evitando le zone coinvolte».

11222913_10208038344061894_1275586643455368378_nLa tensione è alta ma Serena, abituata a viaggiare molto in giro per il mondo e già testimone indiretta degli attentati di Sharm El Sheik, è rimasta lucida. «La mia amica vorrebbe rientrare subito a casa, io invece riesco a restare più lucida. E poi avevamo in programma di tornare martedì e così faremo. Non voglio alimentare indirettamente questa strategia del terrore». Anche i parigini, già questa mattina, stanno cercando di reagire, seppur duramente feriti. «Guardando dal balonce si vede che la vita pian, pano sta ricominciando. I negozi sono aperti e la gente passeggia. I francesi non sono gente che si piange addosso». La Farnesina non le ha ancora contattate. “Non siamo state contattate dalle istituzioni, anche perché era un viaggio privato, non organizzato, e quindi non eravamo rintracciabili. Solitamente mi registro sul sito della Farnesina Viaggiaresicuri.it, ma questa volta me ne ero dimenticata. Abbiamo comunque provveduto a informare subito le nostre famiglie ed i nostri cari. In tanti ci hanno scritto anche messaggi e sui vari Social».

SPORT ITALIANO IN LUTTO

1 MINUTO DI SILENZIO-1

Su decisione del Presidente del Coni, Giovanni Malagò, già ratificata dalla FederCalcio, il mondo dello sport rappresenterà il proprio sentimento di cordoglio, osservando un minuto di silenzio su tutti i campi, ad ogni livello di competizione.

FacebookTwitterGoogle+Condividi