Neri rugby

Sport e integrazione in città

CASALE – Il Nazionale di rugby Maxime Mbandà in visita in città per incontrare i ragazzi delle “Tre Rose”.
Piacevole visita a Casale martedì per il giocatore delle “Zebre” e della nazionale italiana di rugby Maxime Mbandà. Il motivo del viaggio in Monferrato dell’atleta, di padre congolese e madre italiana, è l’affetto nei confronti della squadra multietnica delle “Tre Rose” del presidente Paolo Pensa. «Ho scelto di venire a trovare i ragazzi dopo averli conosciuti con un video sui social network e aver già fatto loro recapitare in dono una maglia indossata nel tour estivo in Canada con la Nazionale. Le mie radici africane sono piuttosto evidenti e volevo dare loro il mio sostegno e supporto» ha spiegato durante l’incontro in Sala Consiliare del Palazzo Municipale con il sindaco Titti Palazzetti, il vicesindaco e assessore allo sport Angelo Di Cosmo, il presidente del Comitato Regionale della Federazione Italiana Rugby Giorgio Zublena e il responsabile delle comunicazioni della FIR Andrea Cimbrico.
L’occasione della visita in Comune è stata colta per un reciproco scambio di doni tra le due delegazioni. L’atleta e i rappresentanti della Federazione hanno ricevuto magliette di Monferrato European Community of Sport 2017, guide turistiche e prodotti enogastronomici e hanno ricambiato con una cravatta e un foulard marchiati Nazionale Italiana Rugby. «Grazie alla Federazione per il sostegno che concede alla nostra squadra di Rugby. Siamo onorati di questa visita e fermamente intenzionati a continuare a sostenere una pratica sportiva così utile all’integrazione» ha commentato Di Cosmo. Il pomeriggio si è concluso con la visita di Mbandà al campo di allenamento delle Tre Rose dove l’azzurro ha conosciuto i tanti atleti della squadra. L’atleta azzurro, dopo aver a lungo dialogato con i tesserati della società del presidente Pensa, ha assistito ad un incontro di allenamento dispensando consigli e incitamenti prima della partita. E poi un incitamento ai tanti ragazzi arrivati dall’Arica: «Molti di loro potrebbero fare carriera, ma devono impegnarsi». «Lo faremo» hanno risposto fiduciosi Ibrahim Khali Kone, Rene Ovedraogo, Konate Zoumana, Steven Agyel, Adam Husine, Joe Demon, Agandja Abdulgafaroli, Saydy Boubacar. E poi una proimessa ddl sindaco Titti Palazzetti.Fuori del campo un buco indica il recente furto del melograno che era stato piantato come simbolo di lotta ai razzismi: «Lo ripianteremo qui da noi l’accoglienza è sempre al primo posto».

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