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Cala il sipario sul Centro estivo di Oltreponte

Le testimonianze degli animatori per raccontare un'esperienza formativa e coinvolgente

Redazione Web di Redazione Web
29 Luglio 2025
in Appuntamenti, Casale, Cittadina, Cronaca
Cala il sipario sul Centro estivo di Oltreponte

Il parroco don Renato con alcuni degli animatori del Centro estivo

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CASALE – Si sta concludendo il Centro estivo di Oltreponte. L’attività riprenderà dal 1° al 9 settembre, prima dell’avvio del nuovo anno scolastico.

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L’esperienza del Centro estivo all’Oratorio è giudicata molto positivamente dalle famiglie di bambini e ragazzi e dagli animatori e volontari che, con la direzione di don Renato e di Beppe, hanno preso parte all’iniziativa.

Ecco alcune testimonianze.

Beppe Puglia: l’oratorio di Oltreponte, durante il Centro Estivo, si avvale di tanti volontari che garantiscono la buona riuscita di questo importante servizio per le famiglie. Dalla cucina, al bar/sala giochi, dalla cura dei più piccoli (tre anni) al “bagnino” in piscina, dal servizio merenda alle pulizie ed alla manutenzione ordinaria (nel senso più ampio… c’è sempre da “aggiustare” qualcosa che non funziona o si è rotto). Una grande squadra, un vero piccolo e prezioso esercito di “Angeli” del quale fanno parte anche, e soprattutto, gli animatori.

Già, gli animatori! ovvero quei “collaboratori” che spesso sono più “impegnativi” dei partecipanti stessi! Gli animatori cosa fanno (classica accusa di chi non sa)? Spesso le “complicazioni” si scaricano proprio su di loro. E’ vero, a volte, parecchie volte, possono far arrabbiare, ma è importante ricordare che sono ragazzi che hanno dai 14 ai 17 anni, il loro ruolo sarebbe quello di creare un ambiente positivo e costruttivo, organizzato e creativo! Non sarebbe facile nemmeno per laureati in Scienze dell’Educazione e Formazione socio-pedagogica! Questi ragazzi bisogna curarli, farli crescere, renderli “capaci” di gestire delle regole che, a volte, possono trovare restrittive o ingiuste, ma è compito dell’educatore spiegare il motivo delle regole stesse e farle rispettare con fermezza, ma anche con comprensione, per ribaltarle a loro volta ai partecipanti al Centro estivo!

Da 17 anni mi occupo, come educatore e “corresponsabile” del Centro estivo insieme a don Renato, questi ragazzi li ho visti nascere e crescere qui in oratorio. Le difficoltà e i conflitti fanno parte del percorso educativo, ma con pazienza, comunicazione e professionalità, l’educatore può trasformare queste situazioni in opportunità di crescita. Le dinamiche di gruppo degli animatori spesso portano ad incomprensioni che, nel tentare di risolverle, mi fanno sentire come un vero “genitore” per tutti loro. Nel rapportarmi, soprattutto in queste difficoltà, penso sempre dove posso sbagliare la comunicazione nei loro confronti. Questo è, per me, un grande stimolo a trovare la giusta modalità per farmi capire e far comprendere gli aspetti organizzativi, e le varie attività, che quotidianamente si susseguono e si ripetono …

L’entusiasmo, nonché questa grande vocazione, che porta loro a vivere, due mesi della “loro estate”, al servizio per gli altri è un valore di tutto rispetto, che fa loro onore e grande merito e non fa parte delle mie indicazioni! “Chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti”. Gesù ci offre un prezioso e impegnativo insegnamento sul servizio!  Grazie ragazzi, grazie di cuore!

La parola ora agli animatori.

Leonardo Deambrogio: caro Centro estivo di Oltreponte, anche quest’anno stai quasi per concludere le tue otto (otto!) settimane di apertura. Pensavi che questa estate non ci sarei stato vero? No, in fondo lo sai che sei per me uno di quei posti, di cui tutti abbiamo bisogno, dove so di poter “tornare” perché c’è qualcuno che sempre mi accoglie a braccia aperte, non importa se per intere giornate di intere settimane come in passato o solo per qualche pomeriggio. Io e te, pensandoci bene, siamo cresciuti insieme negli ultimi quindici anni. Quando ci siamo conosciuti io ero un bambino di seconda elementare, e anche tu eri piuttosto piccolino. Però ci siamo subito trovati bene insieme, tra una sfida a Quattro castelli (per distacco il nostro gioco bandiera, e pensare che quando il don ce lo spiegò la prima volta ci sembrava incomprensibile!) e una gita a Torgnon. Col passare del tempo hai iniziato a diventare sempre più grande e bello, prima con il bar e la cucina, poi con la pazza idea di una piscina tutta per noi, e sempre più ragazzi e genitori si sono affidati a te. Anche io diventavo grande nel frattempo, fino a trovarmi, un po’ per caso all’inizio, a essere un tuo animatore. Un’esperienza questa che è stata davvero fondamentale per la mia crescita, per aiutarmi a capire cosa avrei voluto fare nella vita. Infine sono diventato, direbbe Beppe, “educatore”, che in altre parole non è che un rompiscatole affezionato, che sente l’oratorio come casa propria, e che quando ha un po’ di tempo non vede l’ora di andare ad aiutare l’Ornella al bar, di fare un bagno con i suoi piccoli amici, di partecipare all’immancabile gita a Torgnon (gli amici del ristorante e le mucche al pascolo ormai ci conoscono per nome credo), di provare a far sentire speciale un bambino semplicemente con un sorriso, una parola, due passaggi con la palla. Chi cerca la perfetta organizzazione, gli animatori più esperti, le ore di preghiera, beh, caro centro estivo, probabilmente andrà da un’altra parte… ma non prendertela! Io ho capito che tu hai qualcosa di speciale: hai quella semplicità, quella spontaneità, quel riuscire sempre ad andare oltre i pregiudizi, le differenze, le difficoltà, che più di mille grandi riflessioni studiate a tavolino possono essere di insegnamento. Tu sei quella splendida imprevedibilità (non sto dicendo che tu sia il regno del caos, ma solo che i tuoi angeli custodi sono, appunto, “custodi” e non colonnelli, e pensano che la libertà di ciascuno sia da rispettare) che, grazie ai valori che nobiliti e metti in pratica, permette a coloro che crescono con te di diventare persone vere, umili, rispettose e capaci di amare gli altri come e più di sé stessi. Don Renato lo dice sempre: è la ricerca della santità quotidiana. Nelle nostre rispettive imperfezioni, mi auguro, caro centro estivo, che continueremo a crescere insieme, non smettendo di donarci reciprocamente qualche piccola cosa.

Chiara Milutinovici: per me, l’oratorio è per prima cosa un luogo dove ci si diverte e dove, grazie alle amicizie che qui si sono create, si può sempre trovare una spalla su cui ridere o piangere. Essere animatrice è molto bello, soprattutto perché, quando sto insieme ai bambini, è come se, quasi per magia, tornassi a essere bambina anche io. E così, tornano in mente i ricordi di quando anche io ero qui in oratorio a giocare e, vedendo gli animatori più grandi, mi promettevo che sarei voluta diventare come loro. Questo per me è il secondo anno da animatrice, e insieme a due ragazze aiuto-animatrici (ruolo che si è inventato Beppe per motivare la maggior parte dei ragazzi) abbiamo dato vita a delle mini lezioni di ginnastica artistica, per tutti i bambini e le bambine che desideravano cimentarsi. Proporre un’iniziativa, impegnarsi e portarla avanti con entusiasmo è la lezione che mi porterò dietro da questa estate…. Bisogna essere propositivi, come ci invita ad essere sempre Beppe! Un’estate passata insieme a quella che ormai è una seconda famiglia!

Cezar Marinov: per me essere animatore in oratorio significa mettermi al servizio degli altri con gioia e responsabilità, donando il mio tempo e le mie energie ai più piccoli. In questa esperienza impariamo a crescere e a maturare tra gioie, sorrisi e anche qualche fatica. Una crescita che ci permette di imparare a stare non solo con i più piccoli, ma anche di rapportarsi al meglio con i nostri coetanei. Soprattutto infine, mi sono accorto di una cosa: qui, ogni gesto, anche quello all’apparenza più piccolo, più semplice, può diventare un “seme di bene”. E quando quel seme diventerà un giorno qualcosa di grande, guardando indietro, penseremo a quei gesti provando la più grande felicità possibile.

Marco Burzio: anche io frequento l’oratorio sin da piccolissimo. Mi ricordo bene tutti i miei animatori, che negli anni ho visto crescere e seguire ciascuno la propria strada, e vedendoli come un modello, pur nelle loro imperfezioni, ho sempre sognato di diventare come loro. Oggi, che sono anche io diventato “grande”, mi piace venire in oratorio per “curare” i bambini (qualcuno mi ha un po’ preso in giro per questo verbo, ma c’è forse gesto più grande del “prendersi cura” di qualcun altro?), e quando ci riesco, a fine giornata mi sento davvero soddisfatto. I momenti più belli sono in particolare quelli passati insieme ai più piccoli, anche solo star loro vicino è un momento di fortissima emozione.

Mattia Bensi: fare l’animatore è un’esperienza che permette a noi ragazzi di maturare molto, e di far crescere in noi un forte senso di responsabilità, nei confronti dei bambini, degli altri animatori, degli adulti, a partire da don Renato e Beppe, che ci danno fiducia. Essere animatore vuol dire infatti provare a rappresentare un punto di riferimento per i bambini che frequentano il centro estivo. Non sempre questo è facile, ma dalle piccole difficoltà che possiamo incontrare sto imparando a essere più paziente e soprattutto a lavorare in squadra. E la nostra, è davvero una grande squadra!

Nicolas Ferrara: io a differenza di molti altri miei amici animatori, frequento l’oratorio di Oltreponte soltanto da due anni, ma da subito mi sono trovato molto bene nel ruolo di animatore! Nel cercare di svolgere al meglio il mio compito, sento la responsabilità di guardare e controllare (anche quando sembra che non lo facciamo!) i bambini, facendo sì che possano divertirsi, giocare sereni e, cosa più importante, possano tornare a casa con il sorriso “stampato in faccia”. Stare in mezzo ai bambini è bellissimo, e ti regala momenti unici. In particolare, mi sono affezionato a un ragazzino di colore di quattro anni arrivato da poco al centro estivo. All’inizio era un po’ in difficoltà, ma con gli altri animatori gli abbiamo insegnato a esprimersi un po’ in italiano, e a dialogare così con gli altri bambini. È per provare queste piccole, grandi soddisfazioni che consiglio anche ad altri ragazzi di venire in oratorio.

Asia Ferrari:  anche io ho sempre vissuto, sin da piccola, il centro estivo come uno di quei momenti che si aspettano tutto l’anno. Osservavo gli animatori divertirsi, con i bambini e tra di loro, e non vedevo l’ora di passare anche io “dall’altra parte”, di diventare come loro. Quando finalmente il mio turno è arrivato, ho potuto vivere in prima persona quel divertimento che vedevo negli altri, tra decine di bimbi che ci girano intorno per tutto il giorno, come se avessero delle batterie illimitate! L’emozione più grande però è quando arrivo al mattino: appena entro, ecco che corre verso di me sempre una bambina, augurandomi il suo “buongiorno” con un grande abbraccio e un sorriso!

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Tags: casalecentroestivoOltreponte
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