CASALE – Doveva essere un momento di ascolto e chiarimento, si è trasformato invece in un passaggio che ha inasprito ulteriormente il clima attorno al futuro della Casa di Riposo di Casale.
È dura la presa di posizione del Comitato per la difesa di Casale Monferrato come azienda pubblica dopo l’incontro di lunedì tra la dirigenza di Ospitalità CDR e il personale della struttura. Secondo quanto riferito dal Comitato, all’appuntamento non avrebbe partecipato l’intero Consiglio di Amministrazione, come inizialmente annunciato.
A presentarsi sarebbe stato soltanto il presidente di Ospitalità CDR Cesare Calabrese, affiancato dai vertici politici dell’amministrazione comunale: il sindaco Emanuele Capra, il vicesindaco Luca Novelli e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi.
Una scelta che viene interpretata come un segnale di chiusura e che, a giudizio dei firmatari della nota, ha alterato il senso stesso dell’incontro. Il confronto con lavoratrici e lavoratori, infatti, non avrebbe lasciato spazio al dibattito.
La linea illustrata sarebbe stata una sola: la privatizzazione della Casa di Riposo come percorso già deciso e non più riconsiderabile.
Una posizione che il Comitato giudica incomprensibile, soprattutto alla luce delle affermazioni dello stesso presidente Calabrese, che avrebbe parlato di conti in ordine e di difficoltà temporanee, non tali da giustificare un cambio di modello così radicale. Nel mirino finiscono anche le modalità con cui l’amministrazione comunale avrebbe gestito il dissenso. Le oltre 1500 firme raccolte a sostegno della gestione pubblica della struttura, sottolinea il Comitato, non avrebbero mai trovato riscontro.
Allo stesso modo sarebbe rimasta senza seguito la mozione presentata in Consiglio comunale dalla coalizione Casale Davvero, che giace ferma senza essere discussa, impedendo di fatto un confronto politico aperto sul tema. Le conseguenze più pesanti, però, rischiano di ricadere sul servizio e sul personale.
Con l’avvio del processo di privatizzazione, molti operatori che hanno vinto concorsi pubblici potrebbero scegliere di spostarsi verso altre realtà del settore pubblico. Un esodo che, secondo il Comitato, potrebbe mettere seriamente in difficoltà l’organizzazione della Casa di Riposo, incidendo sulla qualità dell’assistenza garantita agli ospiti. Uno scenario definito “preoccupante” e destinato ad avere effetti diretti anche sulle famiglie degli anziani ricoverati.
Per questo il Comitato annuncia che la mobilitazione proseguirà, con l’obiettivo di riaprire un percorso di confronto reale e trasparente e di fermare una decisione considerata dannosa e irreversibile per la città.
E.M.








