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Credere in Dio è credere nella Chiesa

Una riflessione di don Martin, parroco di San Germano

Redazione Web di Redazione Web
14 Febbraio 2026
in Casale, Cittadina, Cronaca, Religione, Vita della Chiesa
L’importanza di una Chiesa aperta

Don Martin Jetishi, parroco di San Germano

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Spesso sentiamo dire a tante persone che credono in Dio, ma non nella Chiesa. I motivi sono vari … magari anche per gli scandali avvenuti nella Storia della Chiesa. Gesù ci ricorda con la parabola della zizzania che il male è presente (Matteo 13, 24-30): “Il regno dei cieli si può paragonare a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma mentre tutti dormivano venne il suo nemico, seminò zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi la messe fiorì e fece frutto, ecco apparve anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Padrone, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizzania? Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero: Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla? No, rispose, perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio”.

Come viene visto lo scandalo? Ci dimentichiamo che Dio non difende lo scandalo, ma invita a essere credenti perché non si verifichi. “Chi avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono in me, meglio per lui sarebbe che gli fosse appesa al collo una macina da mulino e fosse gettato in fondo al mare” (Matteo 18, 6).

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Tante persone si dimenticano che la Chiesa è di Cristo che dice a S. Pietro: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa” (Matteo 16,18).

Dio ha tanta fiducia nell’Uomo … purtroppo quando l’uomo si dimentica di Lui fa danni … e così anche nella Storia della Chiesa sono stati fatti molti sbagli!

Le persone pensano che la Chiesa sia degli uomini che appartengono all’ordine presbiterale (preti, religiosi, Vescovi, Papi ). In realtà noi non siamo altro che servi di Dio e lo siamo  solo se rimaniamo uniti a Lui:  “Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato” (Giovanni 15, 4-7). 

Noi ci perdiamo quando perdiamo Lui, penso che tanti si siano allontanati quando hanno visto parrocchie, Diocesi o uffici della Chiesa gestiti come una proprietà esclusiva e non come un bene da condividere, perché magari chi li gestisce sembra non ricordare da chi è stato chiamato e perché è stato chiamato! 

La Chiesa è di Dio, credere nella Chiesa significa credere in Dio! 

Non è facile maturare dentro di sé la logica dell’appartenenza a Dio, che si edifica nella Chiesa dove vive con noi, dove continua ad avere fiducia in noi anche se lo deludiamo tutti giorni, lo rinneghiamo tutti giorni, lo strumentalizziamo ogni giorno o dove ci nascondiamo usando la talare o il saio o il pastorale o la mitra, poco contano le nostre debolezze, l’importante è essere consapevoli che la Chiesa è di Cristo. Concludo con una frase di papa Leone XIV: “Chi crede si vede“. 

Don Martin Jetishi

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Tags: chiesadon Martin
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