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Drop Café: in mille a bocca chiusa

Dario Calemme di Dario Calemme
7 Aprile 2016
in Casale, Cronaca
Drop Café: in mille a bocca chiusa
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CASALE – Quasi un migliaio di ragazzi ha partecipato alla manifestazione in favore del Drop Cafè, raggiunto la scorsa settimana da un’ordinanza del Sindaco Titti Palazzetti, che impone al locale di chiudere le serrande non dopo le 24. Considerata l’età media del pubblico di riferimento e l’ormai inarrestabile fenomeno Social, la notizia ha fatto velocemente il giro di tutto il Monferrato, ed in pochissime ore la protesta è diventata virale.

L’hashtag #iononcisto accompagnato da un selfie con le mani davanti la bocca, in meno di un giorno è comparso su centinaia di bacheche di Facebook. Ma il numero veramente imprevedibile ed impressionante, è stato quello dei giovani che grazie al tam-tam sul portale di Mark Zuckerberg, si sono dati appuntamento in piazza Santo Stefano per una manifestazione spontanea. Così alle 24, mentre le serrande automatiche del Drop Café si chiudevano, quasi un migliaio di ragazzi ha affollato per oltre due ore in piazza, spezzando la quiete del centro storico, con cori e slogan di protesta. Preso di mira non tanto il Sindaco Palazzetti, quanto il capogruppo del Pd, Roberto Comoglio, già in passato in prima linea con il movimento anti-movida ed ora accusato dai giovani di esserci lui dietro alla battaglia contro il Drop Café. “Finalmente qualcuno ci è riuscito – ha detto il titolare del locale, Tommaso Coppo – Dopo anni di scontri con il vicinato per questioni legate alla musica e alle persone che si aggregano in piazza, sono riusciti a ottenere quanto volevano: spingere il Comune a limitare il nostro orario, imponendo la chiusura entro le 24. Io venerdì, quando ho visto i vigili con la notifica, ho pensato a uno scherzo ma poi ho capito che non era così e quindi sabato ho dovuto chiudere tutto, mandare fuori la gente e iniziare le pulizie”. Il rammarico di Coppo è grande perché “si dice sempre che a Casale c’è poco e noi che abbiamo voglia di fare dobbiamo fermarci. Assurdo. Queste situazioni aggravano la situazione anche perché noi ci impegniamo al massimo e andiamo a sbattere contro muri di burocrazia, o dobbiamo fare i conti con i difficili rapporti di vicinato. Io non voglio fare una discoteca in centro a Casale, ma per due giorni a settimana un po’ di rumore in più con buon senso si può accettare”. L’ordinanza non è definitiva ma per adesso dovrà chiudere entro la mezzanotte.

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“Adesso ho parlato con alcune persone del Comune che mi hanno garantito che approfondiranno la situazione – ha concluso Coppo – Ho presentato delle misurazioni e devo avere delle risposte. L’Arpa verrà a controllare e l’ordinanza potrebbe anche essere ritirata. Intanto sto parlando con tanta gente e in molti sono arrabbiati per questa decisione che ci penalizza. Ora capisco perché tanti giovani imprenditori vanno all’estero”.

Il sindaco Titti Palazzetti ha spiegato che l’ordinanza “prevede un tempo perché si possano mettere a posto. Loro dovevano fare delle insonorizzazioni all’interno del locale. Ci hanno detto che le avrebbero fatte e noi speriamo che le facciano. Siamo contenti che ci siano imprenditori che producano un reddito ma bisogna anche rispettare le regole. Se si rispettano possiamo convivere tutti pacificamente. Comunque auspichiamo che il locale venga adeguato e e che tutto torni nella normalità”.

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