MONCALVO – Tre giorni dedicati ai dipinti e alla storia spirituale di Guglielmo Caccia. E’ un evento culturale importante quello che Moncalvo, patria artistica del pittore, mette in cantiere il 6 , 7 e 8 marzo. L’arte incontra il teatro. “Ritratto di artista con angelo” è il titolo della rappresentazione teatrale che da giovedì a domenica, nella chiesa parrocchiale di san Francesco, rende omaggio al pittore piemontese più interessante e studiato della Controriforma. Un attore, Emanuele Arrigazzi, e un’attrice, Patrizia Camatel, che ha curato la regia e scritto il copione, danno voce alla profondità umana di Guglielmo che ha ispirato la sua vocazione artistica.
La pièce teatrale, voluta e proposta dalla città di Moncalvo è stata realizzata dalla Casa degli Alfieri e quindi approvata e accolta dal parroco don Andrea Tancini. L’artista detto “il Moncalvo” torna, nel quarto centenario della morte, nella chiesa che ospita i suoi quadri. Il pubblico segue il pittore, lo ascolta, lo osserva a contatto con il patrimonio che lui e Orsola Maddalena, la figlia pittrice, hanno lasciato in eredità alla comunità moncalvese. A questo punto scatta una prima sorpresa. Proprio Guglielmo, che ha interpretato con le immagini la spiritualità della Controriforma, avvia un dialogo con un essere spirituale: un angelo che parla all’artista ormai anziano e stanco, incoraggiandolo e complimentandosi per la sua arte.
Lo spettacolo (ingresso gratuito) dura circa tre quarti d’ora. Venerdì 6 marzo sarà presentato alle scuole. Sabato 7 agli amministratori, alle autorità e alla stampa. Domenica 8, al pubblico con due appuntamenti alle 15 e alla 17 (info al numero 328 706 9085). Al termine di ogni rappresentazione, una guida volontaria dell’Associazione Guglielmo e Orsola Caccia, sarà a disposizione per approfondimenti e curiosità.
L’incontro dell’artista con l’angelo popone un dialogo stimolante, ricco di intuizioni e suggerimenti. La rappresentazione teatrale offre una significativa opportunità per conoscere il pittore. Anzi, aggiunge una nuova dimensione all’immagine di Guglielmo il cui profilo, in questi anni, è stato approfondito dalle iniziative messe in campo dalla parrocchia, dall’Ufficio Beni culturali della diocesi, dal Museo Civico di Moncalvo, dal Comune. Il Caccia e gli studi. Il Caccia e i concerti, in estate. Il Caccia e la danza, com’è avvenuto il 10 luglio dell’anno scorso sul sagrato della chiesa di san Francesco. Il Caccia e l’opera lirica, il 15 novembre dell’anno scorso con la “Cantata a Guglielmo Caccia” diretta a san Francesco dal maestro Giuseppe Elos.
Ora il Caccia e il teatro. Ed è proprio il teatro che nel testo della regista e nell’interpretazione dell’attore, propone di Guglielmo, un volto, una voce, la sensibilità di un padre che parla affettuosamente della figlia, suor Orsola Maddalena, sua erede e pittrice che oggi affianca la propria fama a quella del padre. Spiega la regista Patrizia Camatel: “Il nostro progetto nasce dal desiderio di far parlare direttamente l’artista, di restituirgli voce e umanità nel luogo che custodisce alcune delle sue opere più significative. Attraverso il teatro possiamo creare un ponte emotivo tra il pubblico contemporaneo e il Seicento, trasformando l’appuntamento teatrale in un’esperienza viva e partecipata. Guglielmo Caccia non è solo una figura storica, ma un protagonista del nostro territorio che merita di essere conosciuto, compreso e valorizzato anche dalle nuove generazioni”.
(m.a)









