(m.m.) – Il Cammino delle Colline Novaresi: oltre 100 chilometri, 26 comuni, suggestivi itinerari in uno scenario di vigneti, specialità enogastronomiche, bellezze culturali e paesaggistiche.
La presentazione, a cura del Coordinamento delle Città del Vino del Piemonte, si è svolta il 14 aprile nel corso di Vinitaly a Verona.
Stefano Vercelloni, coordinatore regionale delle Città del Vino, ha sottolineato che si tratta “del primo cammino realizzato nell’ambito degli itinerari dell’identità agricola collettiva, un protocollo tra la nostra Associazione Nazionale Città del Vino, Federcammini, Associazione Nazionale Città dell’Olio e Unpli, che rappresenta le Pro Loco. Siamo orgogliosi di essere apripista di un percorso progettuale, coordinato da Iole Piscolla, che ha l’ambizioso obiettivo di unire enogastronomia, cultura, agricoltura, turismo, identità e sviluppo”.
Il Cammino delle Colline Novaresi è un progetto del CAI di Borgomanero, realizzato grazie al fondamentale sostegno di Fondazione Comunità Novarese. Dei 26 Comuni coinvolti, 16 sono Città del vino. C’è il sostegno di Regione Piemonte, Provincia di Novara e di diverse altre istituzioni.
Alla presentazione al Vinitaly oltre a Vercelloni sono intervenuti Matteo Marnati (assessore all’Ambiente Regione Piemonte), Pietro Palmieri (consigliere provinciale Novara), Gianni Fioramonti (responsabile CAI Borgomanero), Maria Rosa Fagnoni (ATL Novara), Andrea Fontana (presidente Consorzio di Tutela Nebbioli Alto Piemonte). Il Cammino delle Colline Novaresi si compone del Cammino Devozionale (68 chilometri da Novara al Santuario di Boca, tre tappe), della Via della Sesia (100 chilometri, cinque tappe), della Via dell’Agogna (109 chilometri, sei tappe) e della Via della Traversagna (105 chilometri, cinque tappe). Abbraccia un Parco, una Riserva naturale, una Riserva della Biosfera e un Geoparco Unesco.
In queste terre è nato Alessandro Antonelli, il progettista della Mole Antonelliana.
Le tre Vie sono tre itinerari per andare da Oleggio a Novara, attraverso i vigneti e le attrazioni storiche, culturali e paesaggistiche. Si cammina o si pedala a ritmo lento, con pochissima salita, in un’ottica di grande inclusività.









