CAMINO – Sabato scorso, nella bucolica pace del giardino condiviso di Camino, Fabio Marzano, giornalista di botanica e natura, ha presentato il suo ultimo libro: Il ritorno delle piante. Storie di nuove convivenze tra uomo e natura, pubblicato per edizioni EDT.
L’incontro, organizzato dall’associazione Il Picchio con il patrocinio del comune di Camino, parco del Po Piemontese e Legambiente, è stato moderato da Pierangelo Iviglia giardiniere specializzato in gestione e recupero giardini e parchi storici e vice sindaco di Camino.
Ospiti dell’evento Luca Cristaldi tecnico forestale del parco del Po e Vittorio Giordano presidente di Legambiente Casale che hanno portato la propria esperienza nel piacevole confronto con il pubblico seguito alla presentazione.
Come indica il titolo, il volume di Marzano tratta del lento, ma risoluto, movimento del mondo vegetale. Che si tratti di un riappropriarsi degli spazi originari o di una nuova colonizzazione, le piante tornano sempre. Il più delle volte da sole, in alcuni casi con l’aiuto dell’uomo.
Una fortuna per noi e per il pianeta. Sì, perché molte di esse, crescendo indomite in contesti post industriali, basti pensare alla zona di Seveso avvelenata dalla diossina o i suoli sterili delle miniere del Sulcis, non solo riescono nel difficile compito di abbellirli riportandoli all’aspetto naturale, ma in alcuni casi, sviluppano capacità di fitorisanamento: una bonifica realizzata da erbe e alberi. Rare orchidee spontanee, pioppi, olivi, erba medica, girasoli e canapa industriale, solo per citare alcune specie, rappresentano una vera cura vegetariana per disastri ambientali, perché capaci di assorbire, tramite la sintesi clorofilliana, il potenziale tossico degli inquinanti senza subirne gli effetti collaterali.
Benefici eco sistemici che hanno persuaso scienziati e giardinieri a collaborare per attuare, dove possibile, un vero e proprio restauro ambientale: raccolta e coltivazione di semi di piante autoctone che si erano perse con l’uso intensivo del suolo in aree agricole; inserimento in contesti densamente urbanizzati di alberi “polifunzionali”cioè capaci di migliorare sotto diversi aspetti la vita nelle aree metropolitane.
L’argomento è risultato di grande interesse per il pubblico presente che ha posto diverse domande all’autore e agli ospiti.
La chiacchierata è stata anche occasione per far conoscere al giornalista torinese un caso esemplare di rinaturazione del comune di Camino: l’area un tempo occupata dalla frazione abbandonata di Brusaschetto Nuovo. La zona, dove fino al 2009 troneggiavano case spettrali è oggi un susseguirsi di specchi d’acqua, radure e zone umide in cui negli anni si è favorito, anche con la piantumazione di numerose piante autoctone, l’insediamento di specie vegetali ed animali tipiche delle sponde fluviali.
Un esempio tangibile e locale di quanto argomentato nel testo di Marzano. L’incontro si è concluso con una rustica merenda a base di pane e salame offerta dalla Biblioteca comunale Gabriele Serrafero.
Elisa Massa








