In un mondo in cui la Pace fa sempre fatica a realizzarsi è fondamentale riflettere su come diventare artigiani di Pace. Ecco due esempi vissuti a Casale di come fare a costruire la Pace con un lavoro di squadra e un coinvolgimento personale.
Il primo esempio è quello della “Giornata dello Spirito” del Masci (Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani) regionale che si è svolta l’8 marzo. Il tema dell’incontro, aperto a tutti, è stato “Camminando con Francesco sulla via della Pace”. La giornata è stato un successo per la preparazione, per i contenuti e per la partecipazione. Alla preparazione hanno partecipato le comunità Masci di Casale, Novara, Vercelli. In particolare, per la preparazione, hanno lavorato in squadra le comunità di Casale e Novara a cui si è unita anche la comunità di Vercelli nella gestione delle attività di domenica.
La preparazione ha coinvolto anche altre realtà: i rappresentanti alessandrini di “Granello di Senape” che hanno portato alla chiesa dell’Addolorata la mostra HeArt of Gaza, con i disegni dei bambini di Gaza, l’Anffas di Casale e un’insegnante, collega di Marina Ciccinelli magister Masci di Casale, che hanno accompagnato nella visita della chiesa di Sant’Antonio, la comunità ebraica per la visita delle Sinagoga e don Eugenio, parroco dell’Addolorata e assistente del Masci di Casale.
La Giornata dello Spirito ha messo insieme contenuti diversi ma legati tra loro e molto attuali in un momento di guerre e di divisioni. Abbiamo unito insieme la figura di San Francesco, nell’800° della morte, patrono dell’Italia, le tre fedi abramitiche: ebraismo, cristianesimo ed islam, e la Pace.
La fede islamica è stata ricordata con la presentazione e con la visita della mostra HeArt of Gaza, con i disegni dei bambini di Gaza: è dai bambini che bisogna partire, come ci insegna il Vangelo. La visita è stata presentata da Paola e Giovanni, di “Granello di Senape”, e abbiamo recitato una sura del Corano improntata alla pace e alla luce.
San Francesco, ricordato con la visita di Sant’Antonio, prima chiesa francescana di Casale, è stato un operatore di Pace e un importante testimone del dialogo tra fedi diverse.
La fede ebraica è stata ricordata con la visita della sinagoga e del museo. In sinagoga abbiamo ascoltato la storia della comunità ebraica di Casale. Nel cortile, abbiamo recitato insieme una preghiera ebraica.
Questi tre momenti e le preghiere sono uniti dal tema comune: la Pace. Questo ci ricorda come tutte e tre le religioni hanno la Pace come loro riferimento. Dobbiamo riscoprire la Pace, che ci unisce, superando le divisioni che ci rendono settari.
La Giornata dello Spirito, a cui hanno partecipato più di 80 sorelle e fratelli scout, ci ha dato inoltre dato l’occasione di visitare il centro di Casale. L’incontro è terminato nel nartece della Cattedrale con la preghiera di don Luigi Verdi della fraternità di romena che ci invita a prendere tempo per amare con molta tenerezza, perché la vita è troppo corta per essere egoisti.
Il secondo esempio è quello della mostra interattiva “Polvere di guerra”, inaugurata a Casale il 15 marzo al salone Tartara di piazza Castello e che terminerà il 29. Anche in questo caso si tratta di un grande lavoro di squadra e di coinvolgimento personale. La mostra è stata progettata da Caritas di Piacenza- Bobbio insieme alle sedi di Amnesty international ed Emergency di Piacenza e realizzata in cooperazione con Endofap don Orione e liceo Cassinari di Piacenza. La rassegna propone una serie di allestimenti composti con molteplici materiali: 15 incisioni “animate” con effetti sonori e visivi, fotografie ed infografiche, 4 docufilm, 1 videoclip e tanti oggetti. Le installazioni formano il suggestivo percorso “a tappe” nelle ambientazioni che simulano alcune delle situazioni realmente vissute dalle persone che abitano in città ormai ridotte in macerie.
Terminiamo la presentazione della mostra “Polvere di guerra” con un breve stralcio dal discorso letto da Marta Debetto: “Contrastiamo la narrazione che dipinge le nuove generazioni come passive o disimpegnate. Crediamo che i giovani non siano affatto disinteressati ai temi della Pace e della politica globale, ma abbiano bisogno di spazi e strumenti per esprimere il proprio impegno. L’obiettivo che ci prefiggiamo, con la nostra presenza silenziosa, ma anche con la mostra esperienziale ‘Polvere di guerra’ è trasformare l’informazione sulle guerre e i conflitti armati, in occasione di partecipazione e responsabilità civile, soprattutto per i giovani. La Pace è una competenza, non un sentimento. Va coltivata, educata. Educare alla Pace significa sviluppare conoscenze, abilità, atteggiamenti ed azioni che promuovono una cultura pacifica e nonviolenta. Guerra, pace, conflitto sono questioni complesse e controverse. Affrontarle significa trattare temi difficili, che dividono la società e toccano valori e convinzioni profonde, ma proprio per questo crediamo che vadano affrontate”.
Pastorale Sociale e del Lavoro Diocesi di Casale Monferrato








