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Leporati Campione: il più giovane di sempre

In finale ha battuto 15-10 l'olimpionico Davide Di Veroli, numero 1 del ranking italiano e quarto tra i più forti del mondo

Dario Calemme di Dario Calemme
12 Giugno 2025
in Altri sport, Prima Pagina, Sport
Leporati Campione: il più giovane di sempre
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PIACENZA – Nell’anno in cui i Campionati Italiani Assoluti celebrano la grandezza delle certezze, come il terzo titolo tricolore di Giulia Rizzi, si prende la scena con la forza della sorpresa e la freschezza dei suoi diciassette anni Ettore Leporati. Il giovanissimo spadista dell’Associazione Scherma Pro Vercelli ha scritto una delle pagine più emozionanti dell’edizione 2025: oro nella prova individuale maschile, con un’impresa che ha stupito tutti e acceso l’entusiasmo di un’intera comunità schermistica. Classe 2007, ancora minorenne fino a settembre, Leporati ha messo in fila un tabellone da brividi e in finale ha avuto la maturità e la freddezza di superare il vicecampione del mondo in carica, Davide Di Veroli delle Fiamme Oro Roma, numero 1 del ranking italiano e numero quattro al mondo, con il punteggio di 15-10. Una vittoria netta, voluta, costruita stoccata dopo stoccata con una lucidità che lascia a bocca aperta. “Non mi sarei mai aspettato questa vittoria, in una gara con così tanti campioni. Sono contento e anche molto emozionato”, ha detto subito dopo l’assalto decisivo. E la sua voce, ancora incerta ma già adulta, ha raccontato meglio di ogni parola la portata dell’impresa. Il talento casalese entra così di diritto tra i nomi da seguire nel futuro prossimo della spada italiana, conquistando un titolo che, prima di lui, nessuno aveva ancora conquistato a 17 anni. Già si sfiorano i record: solo Sandro Resegotti, nel lontano 1983, vinse più giovane di lui. Dietro Leporati, oggi, si inchinano non solo i big della nazionale, ma anche i tecnici e gli appassionati, che vedono in lui la freschezza di una nuova generazione pronta a prendersi la scena. Sul podio con lui salgono Eugenio Tradardi (Accademia Scherma Marchesa Torino) e Pietro Nicoli (Circolo Scherma Castelfranco Veneto), che si dividono il bronzo dopo due semifinali cariche di tensione. Ma la luce, oggi, è tutta per Ettore: il ragazzo di Casale Monferrato che non aveva mai vinto una gara assoluta, e che ha scelto il palcoscenico più difficile per firmare il suo capolavoro. Nel femminile, applausi per Giulia Rizzi (Fiamme Oro), che cala il tris tricolore battendo in finale Alessandra Bozza (Gruppo Sportivo Aeronautica Militare). Bronzi per Alberta Santuccio e Federica Isola. Ma questa volta, la regina non è sola sul trono: accanto a lei, un giovane re dal volto emozionato e lo sguardo già pronto a sognare in grande.

Ettore, cuore da campione

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Doveva essere il giorno dei grandi nomi, ma il cielo tricolore ha scelto una stella nuova: Ettore Leporati, 17 anni ancora da compiere, ha vinto il titolo italiano Assoluto di spada tra lo stupore generale. Una giornata cominciata male, proseguita tra crampi e incredulità, e finita con il tricolore sulle spalle e una finale da applausi contro Davide Di Veroli, uno dei mostri sacri della specialità. Leporati, originario di Casale Monferrato, è ancora frastornato quando risponde alle prime domande della Rai. «Campione italiano, ci credi?», gli si chiede. E lui, con la semplicità di chi ha appena fatto qualcosa di grande senza ancora metabolizzarlo, risponde: «No, oggettivamente no. Anche perché la giornata era partita malissimo: nel girone ho perso tre assalti su cinque. Alla prima diretta ho avuto i crampi, ho dovuto cambiare spada, ho vinto solo grazie alla priorità. E quei crampi me li sono portati dietro per tutta la gara. Poi è successo quello che è successo». Quel che è successo è la pagina più bella della sua giovane carriera, e chissà se anche l’inizio di qualcosa di più. «Sinceramente – continua Ettore – non mi rendevo conto nemmeno durante l’assalto finale. Non ci pensavo. Solo verso il 14-10 ho iniziato a realizzare… e poi è finita». Contro Di Veroli, che sulla carta non avrebbe dovuto avere problemi, Leporati ha tirato con autorevolezza, senza complessi. «Non ci credevo nemmeno prima di iniziare l’assalto. Ho solo cercato di fare le cose che so fare, in modo istintivo. E mi è andata bene, molto bene». A settembre compirà 18 anni, ma il suo percorso nella scherma è cominciato molto prima. «Ho iniziato a 6 anni a Casale – racconta – poi sono stato tre anni a Milano, poi ad Asti, ora sono a Vercelli. Ho cambiato tante società, ma la passione non è mai cambiata. La scherma è uno sport che mi piace tantissimo e che spero di poter fare per tutta la vita. Ti insegna tanto anche fuori dalla pedana». E quella finale, nella quale ha sorpreso tutti per lucidità e tecnica, è stata il simbolo del suo talento naturale. «Le ultime quattro stoccate le ho messe tutte al bersaglio avanzato: due alla mano e due al braccio, sempre con lo stesso giro. Ma giuro, non ci ho pensato, è stato tutto istintivo. Sono anche uscite delle belle botte, oggettivamente». Un sogno che si avvera, ma che forse è solo l’inizio. Perché uno così, a 17 anni, non può fermarsi qui. Una vittoria dedicata a chi quotidianamente gli è accanto in questo percorso sportivo. «Alla mia famiglia ed in particolare a mio papà Alessandro, sempre presente alle mie gare – conclude il giovane talento monferrino – ai miei compagni e maestri della Pro Vercelli, e a Casa Monferrato che ormai da più di un anno cura la mia preparazione atletica».

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