
VILLANOVA – Quello appena trascorso è stato un fine settimana ricco di iniziative per il comune di Villanova Monferrato. Già dalle 7 e 30 del 25 aprile c’è stato fermento in paese per dare in piazza il saluto beneaugurante a Domenico Dotta, villanovese partito in motorino (un Motom) in pellegrinaggio per Roma in udienza da Papa Leone XIV. Oltre ai famosi Krumiri di Casale, il pellegrino porterà un saluto personalizzato da parte della comunità per sua Santità.
Nel corso della mattinata, presso il Monumento ai Caduti sul sagrato della chiesa, si è celebrata la festa della Liberazione: la cerimonia si è svolta con una buona partecipazione di villanovesi. Momento toccante con l’alzabandiera e l’onore ai Caduti da parte del Gruppo Alpini di Villanova, a cui è seguita l’orazione del capogruppo sull’ importanza di tutti coloro che si sono battuti contro il nazifascismo a favore della democrazia e della libertà sottolineando l’importanza del ricordo, specialmente ai giorni nostri. E’ seguita l’orazione del vicesindaco Matteo Costanzo che ha ricordato le date e le persone che hanno fatto nascere questa ricorrenza.
Nelle stesse ore in Duomo a Casale si è tenuta l’ordinazione sacerdotale del diacono in servizio a Villanova, don Fabio Boltri, in una cerimonia toccante seguita da numerosi fedeli del paese che si sono uniti nella gioia per il nuovo presbitero. Il giorno successivo, don Fabio ha celebrato la prima messa nel Santuario di Crea, dove era presente, anche in questa occasione, una folta delegazione di fedeli villanovesi a festeggiare l’evento.
Domenica pomeriggio in Auditorium c’è stata anche la presentazione dell’ultimo libro degli amici del dialetto “Coj ‘d Vilanòva as viso…”, una serie di ricordi sugli angoli storici del paese, narrazioni e racconti di un passato che è storia della comunità. Sul palco si sono susseguiti aneddoti, storielle e analisi storica della nostra lingua dialettale. Grande interesse e partecipazione per un progetto che va oltre la pubblicazione del libro; infatti in diversi angoli del paese sono state affisse targhe che narrano, in italiano e dialetto, la storia e le origini di quei luoghi.









