CASALE – Resta apparentemente incerto il futuro del trasporto pubblico locale a Casale Monferrato. Con un comunicato diffuso in questi giorni, Luca Servato e Maria Fiore evidenziano come le informazioni emerse finora abbiano generato “più confusione che chiarezza”, soprattutto sul percorso intrapreso da Amc per individuare un partner in vista della gara di bacino. Se da un lato viene riconosciuto il valore della recente replica aziendale sul piano giuridico, dall’altro restano aperte le questioni principali: “quali garanzie concrete si offrono ai cittadini e ai dipendenti in termini di qualità e mantenimento […] del servizio di trasporto pubblico locale?”. Secondo quanto riportato, nei documenti ufficiali e nel piano di riorganizzazione presentato nel 2025 si faceva riferimento ad una gara pubblica. Oggi, invece, emergerebbe un orientamento diverso, con la possibilità di individuare il partner attraverso colloqui con operatori economici selezionati senza criteri esplicitati. “Con quali modalità sono stati scelti? E con quali obiettivi?”, si chiedono gli estensori, sottolineando anche l’assenza di confronto nelle sedi istituzionali. Al centro del dibattito anche il ruolo del Comune di Casale Monferrato, socio di riferimento di AMC, e gli indirizzi forniti alla società. Non è chiaro, inoltre, quale sarebbe la distribuzione delle responsabilità in un’eventuale ATI: “si starebbe forse ammettendo implicitamente che la società avrà un ruolo marginale nell’erogazione del servizio?”. Preoccupazioni riguardano anche il futuro dei lavoratori e dei servizi collegati – scuolabus, officina, parcheggi – in un sistema integrato che oggi garantisce il funzionamento complessivo. Il servizio è assicurato fino al 31 dicembre 2026, ma per il dopo manca ancora un quadro definito. Da qui la richiesta finale: “ogni scelta strategica venga esplicitata con chiarezza nelle sedi istituzionali competenti”, attraverso un confronto aperto che possa garantire qualità, continuità e sviluppo del servizio. In caso contrario, avvertono, “potrebbe risultare compromessa la fiducia nei processi decisionali” e la stabilità di un servizio essenziale.
E.M.









