Il 24 marzo 1980, mentre celebrava l’Eucarestia nella cappella di un ospedale, veniva ucciso monsignor Oscar A. Romero, vescovo di San Salvador, nel piccolo Stato centroamericano di El Salvador.
Un cecchino degli squadroni della morte lo colpiva nell’atto più importante della vita di un sacerdote e di una comunità. Colpito per il suo impegno nel denunciare le violenze della dittatura militare del suo Paese contro il suo popolo. Durante le esequie l’esercito aprì il fuoco sui fedeli, e fu un massacro. Nonostante le pressioni del governo, tantissime donne e uomini salvadoregni cominciarono a recarsi sulla sua tomba a rendergli omaggio. La devozione si estese rapidamente negli altri Paesi. Un anno dopo la sua morte il popolo lo aveva già proclamato “santo de América”, e nel 2018 c’è stata, fortemente voluta da papa Francesco, la canonizzazione.
Da questa tragica data prese ispirazione la celebrazione di una Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri, per ricordare tutti i testimoni del Vangelo uccisi in varie parti del mondo.
Anche nella nostra Diocesi vivremo, come ogni anno, un momento di veglia e di preghiera, oggi, martedì 24 marzo. La veglia, che si terrà nella chiesa di Santo Stefano alle ore 21, sarà presieduta dal vicario generale mons. Désiré Azogou. Un momento di preghiera per tanti nostri fratelli: sacerdoti, religiosi/e e laici che hanno testimoniato l’amore per il Signore e per il prossimo sino all’effusione del sangue. Il tema della Giornata dei Missionari Martiri 2026, “Gente di primavera”, si ispira al messaggio di papa Francesco per la Giornata Missionaria Mondiale 2025. Il Papa ricordava che la missione è un’azione comunitaria: tutta la Chiesa è chiamata a dare continuità alla missione di Cristo. Superando difficoltà e debolezze, essa è spinta dall’amore di Cristo a camminare unita a Lui e a farsi carico, insieme a Lui, del grido che sale dall’umanità. “Siamo battezzati nella morte e risurrezione redentrice di Cristo, nella Pasqua del Signore che segna l’eterna primavera della storia. Siamo allora ‘gente di primavera’, con uno sguardo sempre pieno di speranza da condividere con tutti perché in Cristo crediamo e sappiamo che la morte e l’odio non sono le ultime parole sull’esistenza umana” (dal messaggio del Santo Padre Francesco per la XCIX Giornata Missionaria Mondiale 2025).
Don Francesco Garis, responsabile Ufficio Missionario diocesano








