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Verso la Quaresima, il messaggio del Vescovo alla Diocesi

Invito a sostenere un progetto in Togo: una scuola per 300 bambini

Redazione di Redazione
11 Febbraio 2026
in Appuntamenti, Casale, Cittadina, Cronaca, Prima Pagina, Religione, Vita della Chiesa
Verso la Quaresima, il messaggio del Vescovo alla Diocesi

L'imposizione delle ceneri al Vescovo, lo scorso anno

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CASALE – In vista della Quaresima, il vescovo mons. Gianni Sacchi ha diffuso il suo messaggio ai fedeli della Diocesi per questo tempo liturgico. Il Vescovo il mercoledì delle Ceneri, il 18, presiederà  la Messa in Cattedrale alle 18: durante l’Eucarestia celebrerà il rito dell’imposizione delle Ceneri.

Questo il testo del messaggio.

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Carissimi diocesani,

all’inizio del cammino quaresimale la Chiesa ci consegna, ancora una volta, una strada maestra. 

Non è una via nuova, né una scorciatoia illusoria: è il sentiero antico e sempre fecondo che generazioni di discepoli hanno percorso per custodire e rinnovare la loro fedeltà al Vangelo. 

È una strada esigente, sobria, apparentemente povera, ma capace di rigenerare la vita.

La Quaresima non è anzitutto un tempo di rinunce, ma un tempo di verità. 

È il tempo favorevole nel quale Dio ci invita a rientrare in noi stessi, a deporre le maschere, a lasciarci raggiungere dalla sua misericordia. 

Per questo la Chiesa, con sapienza materna, proprio il primo giorno di Quaresima, ci propone tre vie concrete: l’elemosina, il digiuno e la preghiera. 

Non sono pratiche esteriori, ma atteggiamenti interiori; non sono esercizi per pochi, ma un cammino possibile per tutti.

La strada dell’elemosina ci chiede anzitutto una conversione del cuore. La percorre chi trova il coraggio di abbassare gli scudi di protezione che spesso innalziamo per difenderci dalla vita e dagli altri: le paure, i sospetti, l’indifferenza. Poco alla volta, così, il cuore perde la sua durezza e diventa un cuore di carne, capace di commuoversi, di soffrire con chi soffre, di lasciarsi toccare dal grido silenzioso dei poveri.

Quando il cuore si apre, accade qualcosa di sorprendente: gli appelli più diversi trovano ascolto, le situazioni più lontane diventano vicine, i volti anonimi acquistano un nome. Nascono allora gesti semplici e concreti di soccorso, di condivisione, di aiuto verso chi fatica a “tirare avanti”. L’elemosina quaresimale non è un gesto sporadico, ma uno stile di vita che ci educa alla gratuità e ci rende partecipi della compassione stessa di Dio.

E in questo tempo la nostra Diocesi propone a tutte le comunità parrocchiali e ad ogni fedele, la Quaresima di fraternità indirizzata al sostegno di un progetto in Togo. Più di 300  bambini di Kpalimè hanno bisogno del nostro aiuto per la costruzione della loro nuova scuola e l’acquisto delle attrezzature…Tutti insieme, come Diocesi, possiamo realizzare questo loro sogno?

La strada del digiuno coinvolge il corpo, ma non si ferma ad esso. Il corpo, infatti, non è un ostacolo alla vita spirituale: è il luogo nel quale impariamo l’obbedienza, l’essenzialità, l’attesa. 

Il digiuno cristiano non ha nulla a che fare con il culto dell’immagine o con l’ossessione per la forma fisica. Il suo scopo è più profondo: farci provare un po’ di fame per risvegliare in noi la fame di ciò che conta davvero.

Liberandoci dai consumi inutili, dagli sprechi e dagli abusi, impariamo progressivamente a riconoscere ciò che prima restava ignorato o soffocato. Il digiuno ci educa alla sobrietà, ci rende più liberi, più attenti, più solidali. Ci ricorda che “non di solo pane vive l’uomo” e che esiste una fame più radicale: la fame di senso, di verità, di Parola di Dio.

La strada della preghiera è il cuore di tutto il cammino quaresimale. 

È il tempo donato a Dio perché la relazione con Lui non si inaridisca. 

È tempo di attesa, perché Dio è libero e si rende presente quando e come vuole. 

È tempo di silenzio, perché solo nel silenzio può maturare un ascolto autentico. 

È tempo di ascolto, che è il primo movimento della fede: accogliere una Parola che ci raggiunge, antica e sempre nuova.

Questa Parola è benefica come la pioggia che feconda la terra, ma è anche esigente. 

Chiede il cambiamento del cuore, la fiducia, la disponibilità a rimettere la propria vita nelle mani di Dio. 

Chiede il coraggio di rischiare l’esistenza per vivere fino in fondo l’avventura della fede. 

E infine è tempo di risposta, perché Dio non cerca sudditi, ma interlocutori; non impone monologhi, ma desidera un dialogo d’amore che apre già ora all’eternità.

Carissimi, la Quaresima è un dono grande. Non lasciamolo scorrere distrattamente.

In un tempo segnato da stanchezza spirituale, da indifferenza religiosa e da smarrimento, il Signore ci offre ancora una volta l’occasione di tornare all’essenziale. 

Camminiamo insieme, come Chiesa diocesana, su queste tre strade antiche e sempre nuove. 

Lasciamoci riconciliare con Dio e tra di noi. 

Prepariamo il cuore a celebrare la Pasqua, non come una tradizione da ripetere, ma come un evento che rinnova la vita.

Vi accompagno con la mia preghiera e vi affido alla misericordia del Padre, che non si stanca mai di ricominciare con noi.

Con affetto e ogni benedizione, buon cammino a tutti!                            

✠ Gianni Sacchi Vescovo

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Tags: MessaggioQuaresimaVescovo
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