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Rispondere all’Europa con la sfida di Draghi e di una nuova classe dirigente

Redazione di Redazione
31 Marzo 2020
in Economia
bandiera europa
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bandiera europa

Scrive Romano Prodi su “Il Messaggero” del 28 marzo e ribadisce i concetti con grande efficacia a “Che tempo che fa” di domenica 29 marzo, che gli Olandesi, con il loro “virtuosismo” economico oltranzista erano già contrari all’entrata dell’Italia nell’Euro. Si tratta di un Paese: “che fa del rigore il proprio scudo, ma che , nello stesso tempo, è di tutti il più abile a praticare politiche fiscali di dubbia legittimità nel trasferire in Olanda le sedi delle imprese di altri stati europei a cominciare da FCA”. E così – sostiene ancora Prodi – nell’ultima conferenza dei Presidenti UE: “come sempre è avvenuto, la Germania si è affiancata all’Olanda avendo solo la buona creanza di usare un linguaggio meno offensivo “ nel rifiuto di una politica di solidarietà europea
La situazione è tragica e dobbiamo, a tutti i costi, cercare di capire quali potranno essere, da qui in avanti, e già nei prossimi dieci giorni, come scrive Prodi “i principi fondanti su cui si regge l’Europa” .
Cina e USA stanno rilanciando, in forme unitarie, le loro economie che, nonostante il coronavirus , con le politiche monetarie messe in atto, non crolleranno ed anzi riprenderanno presto a crescere.
La mancanza di una coesione europea rischia – secondo Prodi – di provocare una crisi di lunga durata con tensioni sociali tremende e un crescente risentimento popolare. La conseguenza è che, lasciati soli, il nostro debito pubblico e l’Italia nella sua autonomia vengano comprate, per esempio, aggiungo io – dalla Cina.

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Può l’Europa non avere coscienza di tutto questo?
I governanti europei dovrebbero farsi guidare dallo spirito di De Gasperi, Schumann e di Adhenauer, non dagli istinti di brevissimo periodo che hanno caratterizzato questi 20 anni!
Nord e Sud dell’ Europa troveranno, tra 14 giorni, un punto di incontro o accetteranno una tremenda dissoluzione con conseguenze esiziali per tutti?

Nelle mani di Mattarella
Il Presidente della Repubblica Mattarella appare all’altezza della sfida.
Il suo parlare, in linea con quel che ha scritto l’ altro grande italiano di questi ultimi anni, il prof. Mario Draghi, è stato chiaro nella richiesta di una solidarietà non pelosa e non strumentale per il bene dell’Europa, senza pretendere in modo rigido gli Eurobond.
Tra due settimane il confronto si dovrà chiudere, ma l’Italia, come già sostengono in molti, dovrà arrivare con una strategia di uscita dalla crisi che tenga insieme sia la fase uno (di tipo sanitario), con il controllo attraverso test molto rapidi, l’isolamento dei soggetti positivi ed il loro tracciamento con la geolocalizzazione, in una parola il contenimento attivo, sia con la fase due con una serie di politiche di rilancio delle opere pubbliche e dell’economia che deve dare fiducia a chi dall’esterno ci osserva e si aspetta un’iniziativa più seria.
Molti, in Europa, non capiscono come mai non ci muoviamo in un modo diverso rischiando di produrre una crisi economica devastante.
Dobbiamo rimettere in moto la nazione e probabilmente occorre che, a livello dei vertici, vengano chiamate professionalità come quella del professor Andrea Grisanti e di altri che hanno dato buonissime prove sul territorio. Probabilmente, però, servirà anche un nuovo governo di solidarietà nazionale, come auspica il sindaco di Milano Sala, che garantisca all’Europa la fase due senza ambiguità levantine da parte dell’Italia.
Mario Draghi è il personaggio che prima o poi si dovrà tirare fuori dal cappello per un’intesa. Ma da solo non basterà! Ci vorrà una nuova classe dirigente con ministri che siano di caratura politica e scientifica superiore a quelli degli ultimi governi.
Le forze politiche ed il Parlamento italiano che non si riesce a convocare, sapranno aprire questa nuova fase di duro confronto con l’Europa?
Oggi sono le personalità di Mattarella, del Presidente del Consiglio e dei capi politici, anche dei partiti di minoranza, che possono fare la differenza per iniziare un confronto che avvii il percorso preparatorio ad un governo di solidarietà nazionale non soltanto opportuno, ma necessario.
Il vaso di Pandora del coronavirus sembra essersi tutto rovesciato in Italia, ma, al suo interno, è rimasta la grande intelligenza degli Italiani e la tenacia dei momenti difficili. Dobbiamo esserne all’altezza!
Riccardo Calvo

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